I genitori spiano i figli cybernauti

 

I GENITORI SPIANO I PROPRI FIGLI CYBERNAUTI

 

Internet è entrato di prepotenza nelle famiglie italiane sconvolgendone le abitudini.

Esso può essere uno strumento molto utile ma può nascondere moltissime insidie soprattutto per i più giovani.

Gli adolescenti italiani, secondo l’ultima indagine della Società Italiana di Pediatria, si collegano sempre meno per fare ricerche scolastiche e sempre più per guardare i video su youtube e chattare con gli amici. Le amicizie, ora, si stringono sulla bacheca di Facebook, nel privato della propria camera da letto, spesso a notte inoltrata. Oltre il 20% dei ragazzini, infatti, naviga in internet la sera tardi prima di andare a dormire ed alcuni di essi stanno collegati per tutta la notte.

Facebook è il protagonista assoluto del Web, dove si scambiano le foto della gita e del compleanno o si fanno commenti sui propri idoli. Comportamenti apparentemente innocui possono, però, rivelarsi molto pericolosi. Tramite i social networks è possibile ricostruire la giornata tipo del giovane, capire che scuola frequenta, chi sono i suoi amici, che strada fa per andare a casa. Ciò rende possibile l’addescamento fisico da parte di alcuni malintenzionati.

E’ recente il caso di una ragazzina romana che si è trovata con un amico conosciuto in rete: questo si è presentato con altri cinque amici e tutti hanno abusato di lei.

Poi c’è la questione dei falsi profili, cioè persone che si nascondono dietro identità fittizie e che per raggiungere i loro obiettivi utilizzano sempre le stesse esche.

D’altro canto c’è una forte tendenza all’esibizione del corpo soprattutto da parte delle ragazzine che utilizzano molto la webcam e sono abbagliate da chi c’è dall’altra parte che offre loro di tutto dai vestiti di firma alle ricariche telefoniche.

Alcune ricerche dimostrano che si sta riducendo la coscienza del rischio di certi comportamenti.

I genitori, quindi, sono giustamente preoccupati per i pericoli di Internet ( Facebook, MySpace, Twitter, YouTube) e fanno controllare i figli con diversi strumenti.

Negli Stati Uniti esiste un sito Safetyweb.com nato per controllare l’attività su Internet dei ragazzini. Con 10 euro al mese si può monitorare il proprio figlio “digitale” e dormire sonni tranquilli.

In Italia ci si rivolge sempre più a vere e proprie società di investigazione.

Quando la famiglia si accorge di alcune disfunzioni del ragazzo e di alcuni comportamenti sospetti come il fatto di andare a dormire tardi la notte, di essere sempre in ritardo la mattina, di perdere appetito o di mostrare indolenza e apatia, allora scatta l’allarme. Vietare l’uso del computer risulta difficile e controproducente; il dialogo con i ragazzi è sempre più complicato ed allora i genitori chiedono un aiuto esterno. Molti desiderano testare l’ingenuità dei figli, tramite trabocchetti a cui potrebbero abboccare. Le indagini comportano il monitoraggio sia su internet che sulla loro attività quotidiana. Un intervento di questo tipo costa dagli 800 ai 2000 euro.

Ci sono, poi, genitori che s’improvvisano detective e controllano l’attività online dei figli, quando questi escono, o aprono falsi profili facebook per spiarli.

Tutto questo però è espressione di insicurezza da parte dei genitori, di fallimento e di non comunicazione pregressa con i figli.

I genitori che ipercontrollano non vogliono solo stare attenti ai rischi ma anche indagare i pensieri dei figli. Ciò significa mancanza di dialogo e comunicazione in famiglia ma spiare non risolve il problema.

Il superamento del modello patriarcale autoritario, senza un modello alternativo, mostra ora i suoi limiti.

Troppo spesso, in nome del relativismo etico, si affidano ai figli decisioni che non vogliono e non possono prendere.

E’ necessario che i genitori si riapproprino del proprio ruolo educativo con responsabilità stabilendo regole ben definite.

Essi dovrebbero evitare che i figli passino ore ed ore su Internet e spronarli a svolgere attività sportive o musicali o a trascorrere il pomeriggio con amici veri.

 

 

Mariapia De Carli

 

Se volete esprimere il vostro parere su questo o altri argomenti trattati in precedenza oppure volete informazioni sui miei libri mandate una mail a : m.decarli69@gmail.com

 

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